Antonietta Foltieri si esprime pittoricamente con modalità diverse mantenendo però, un'aderenza incessante a una spinta interiore che rivendica costante attenzione. 

 

Dotata di notevole spirito introspettivo, naviga all'interno di personali dimensioni psichiche, traendone immagini, simboli, segni e forme. 

 

Ricercatrice delle potenzialità del colore, vive profondamente ogni sua vibrazione, mettendo a contatto segni e forme dai contenuti forti, caratterizzati da un'energia spirituale continuamente in lotta con aspetti più o meno latenti, di sensualità.


"Nel pittore - scrive - la curiosità è più forte della paura del dolore di ogni altra sensazione. Se ne sta lì immerso in quella ogni volta ritrovata dimensione e partecipa osservando le mani il corpo il Sé catturato al di là del pensiero che segue fiducioso come un bimbo che tallona madre e padre spartiacque della vita; lo stupore spalanca gli occhi socchiude le labbra e fa palpitare la carne. Il corpo piegato eretto costretto a dolorose curvature sottomesso alle dimensioni della tela. 

Sporco di colore macchiato sverginato nella superficiale patina quotidiana profanato nei punti oscuri celati al giorno agli altri e ora aperto a tutto. 

La fantasia corre veloce immagini inafferrabili maestrale dell'anima. Si aggrappa a quel poco che rimane tra le dita rapaci e lo inchioda sulla tela con pennello colore mani corpo intero. Non è mai sazio, il bulimico del colore e della forma: vomita e ritorna a ingozzarsi. Ingorda la sua anima l'insegue e lo sprona severa verso nuove irrinunciabili avventure.

"La pittura serve lo spirito, la crescita l'esperienza. Allevia i dolori la solitudine apre la mente sollecita la sessualità sublima l'odio accarezza il corpo illumina il buio dell'anima e ci precede sulla strada del sonno eterno. E' la mia schiava la mia ancella la impietosa lente di ingrandimento della mia anima" (da "P.Daffabulazione" di A. Foltieri).

 

 

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